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#Pandemia Coronavirus: giorno 31

Ultimamente, trovo difficile dormire serenamente, troppi pensieri mi turbano, così questa notte, verso le tre mi sono alzata e mi sono affacciata alla finestra. Mentre riflettevo sui sogni che mi avevano turbata, ho visto un gufo, era appollaiato a uno dei pochi alberi del mio quartiere, e poi ho visto l'alba, una di quelle albe dalle tinte forti, rosa e oro, che preannunciava una meravigliosa giornata. E un coro assordante di uccelli si svegliava insieme al nuovo giorno, con la forza vitale e prorompente della primavera. Non sentivo da diversi anni il canto degli uccelli, mi ha riportato all'infanzia, alle estati in campagna... Questa è una conseguenza diretta della chiusura del paese, in città gli animali si avvicinano attirati dal silenzio. A Milano le lepri scorrazzano per le piazze, a Venezia tornano i pesci, adesso che l'acqua è limpida, le anatre e i cigni sguazzano nelle fontane cittadine, i delfini ai porti e ancora, vengono avvistati daini, fenicotteri, opossum, lupi e cervi. È uno spettacolo che non avrei mai contato di vedere. E se il blocco continuerà, come preannunciato da Conte, fino al 4 Maggio, vedremo i frutti di questa primavera, nel regno animale, da osservatori discreti e silenziosi.

Poi ho pensato a noi, ai miei figli, ai miei cari, ai miei amici e ho avuto ancora paura. Ho pregato, in silenzio, perché finisca l'ondata di morte che, come uno tsunami, irrompe e distrugge, lasciandoci in silenzio.

(foto prelevata dal web)


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