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#Pandemia Coronavirus: giorno 28

Buongiorno!

A proposito di dati, oggi non scriverò il numero dei morti, ma quello dei nati in Italia in data odierna. Secondo il sito https://www.italiaora.org/ sono 531 dall'inizio della giornata fino a questo momento. Ma, nei pochi secondi che mi sono serviti per andare a ricontrollare, sono diventati 532! Un esserino è venuto al mondo proprio in questo istante, il suo primo vagito è stato accolto, portando gioia e felicità, in questo momento di tristezza e lutto per l'intero Paese. Oggi è a lui o a lei che voglio rivolgermi.

"Benvenuto, piccolino (o benvenuta, se sei una piccolina).

Non so se tu sia maschio o femmina, non so quale nome ti avranno dato i tuoi genitori, in quale parte d'Italia tu sia nato/a, e neppure il colore della tua pelle. Però, vorrei dirti grazie. Non deve essere facile nascere in tempo di Coronavirus, non oso immaginare tutte le insolite precauzioni alle quali saranno stati sottoposti i tuoi genitori, e i nonni probabilmente ti staranno guardando in video chiamata. Non ci saranno i soliti cortei di parenti e amici che vengono in ospedale a congratularsi o i festeggiamenti di benvenuto per te.

Eppure, tu sei importante! Una vita che nasce è sempre importante, ma oggi più che mai... tu sei la speranza, il futuro, la vita.

Devi sapere che sei nato/a in un periodo di grande cambiamento. Il mondo dal quale ti scrivo, probabilmente, non lo riconoscerai. Forse, lo studierai sui libri di storia. Leggerai che c'è stato un tempo in cui il mondo intero si è fermato. I capi di tutti gli Stati hanno parlato ai loro concittadini per incoraggiarli ad affrontare il periodo più difficile della loro esistenza. Le guerre, gli odi, i rancori, per un attimo, sono stati messi da parte perché il nemico da combattere non è un altro essere umano. Il nemico è invisibile e non può essere sconfitto con armi di guerra, ma con armi di pace. Non bombe, mitragliatori, carri armati... soltanto conoscenza, capacità di abnegazione, pazienza e tanto, tantissimo amore.

Forse studierai che questa è stata la prima "guerra mondiale" che ha unito gli esseri umani, invece di dividerli. Il primo conflitto che ci ha fatto riflettere su noi stessi e sul nostro stile di vita e ci ha fatto sperare che un futuro di convivenza pacifica e armoniosa fra tutti i popoli e con il nostro pianeta è possibile.

Magari studierai che io, in questo istante, sto solo sognando a occhi aperti e che il "dopo" è stato peggio, che non abbiamo imparato niente e che la crisi economica conseguente all'epidemia ha scatenato l'inferno. La verità è che io non so come andrà a finire.

Ma a te voglio consegnare il sogno di questo istante. Il sogno di tanti esseri umani chiusi in casa che sperano in un futuro migliore. Porta questo sogno con te e custodiscilo con amore. Quando un giorno sarai adulto/a e sarai tu a dover operare delle scelte, ricordati di questo sogno e di questo istante... l'istante in cui ti affacciasti al mondo per la prima volta".


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