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#Pandemia-Coronavirus-giorno-18

Anche oggi vi porgo il buongiorno e potete immaginare quanto vorrei che lo fosse veramente un buon giorno.

Ieri siamo giunti a quota 969 in 24 ore (in Italia è il numero più alto da quando è iniziata l'epidemia) e non vorrei parlare di morti, vocabolo che mi appare sempre più asettico in tali circostanze, ma di persone che sono volate in cielo, con le parole che userebbe mia figlia di quasi cinque anni.

Ieri è stato anche il giorno della preghiera e della benedizione urbi et orbi di Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta. Fissando in TV quelle immagini del Pontefice sullo sfondo di un cielo talmente azzurro da sembrare irreale (quasi celestiale), ho pensato che poco importa essere credenti o meno. La forza di quelle immagini e di quelle parole sta nella ferma convinzione che si può sconfiggere qualunque male se si rimane uniti, se si ritrova la forza dell'operare per il bene comune, ognuno come può... perché, come ci ricorda il Papa, nessuno si salva da solo.

E, in quest'ottica, può essere letto anche il messaggio del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che invita l'Europa a intervenire prima che sia troppo tardi. E questa è un'altra nota dolente. L'Europa, quella stessa entità in cui noi tutti abbiamo creduto per decenni e in nome della quale abbiamo fatto sacrifici nella speranza (o forse illusione) di creare unità nelle diversità, è oggi, in questa triste situazione, più che mai fragile ed egoista. I ricchi Paesi del Nord si rifiutano di far fronte comune nei confronti dell'emergenza di questi giorni, come se fossero certi che il virus falcerà solo le deboli economie dei Paesi del Sud.

E, a proposito di Sud, in alcune città meridionali le forze dell'ordine hanno cominciato a presidiare i supermercati. Sembra che alcune famiglie abbiano preso d'assalto generi alimentari, urlando di non aver soldi per pagare. Se il mondo del lavoro nero e sommerso in cui tante famiglie sopravvivevano a stento si è fermato, è comprensibile che molti cominceranno a morire non per il virus, ma di fame... e questo sarebbe l'inizio della fine della democrazia. Tale è stato il monito del ministro per il Sud... stare attenti a un'emergenza sociale che può esplodere da un momento all'altro.

Insomma, mala tempora currunt... che Dio ci aiuti!

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