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#Pandemia-Coronavirus-giorno-14

Buongiorno dalla terra della speranza.

Da un paio di giorni i dati della Protezione Civile sui contagiati e sui morti sono incoraggianti. Ci ripetono di continuo che ciò non significa necessariamente che siamo in discesa e che non dobbiamo in alcun modo abbassare la guardia... ma cominciare a nutrire un minimo di speranza non ha mai fatto male a nessuno.

Nel frattempo la vita in casa rischia di assumere ritmi ossessivi. Nessuno ha mai pulito e disinfettato come in questi giorni. Uscire a far la spesa equivale a munirsi di scafandro e passare da una sorta di sterilizzazione al rientro. Tutti cominciamo a domandarci qual è il confine fra la giusta prudenza e la vera e propria paranoia.

Oggi l'allarmismo passa attraverso i "non sintomatici", ovvero attraverso tutte quelle persone che hanno il virus ma nessun sintomo e costituiscono i portatori sani del contagio. Come individuarli e isolarli? Ognuno di noi, guardandosi allo specchio, vorrebbe essere dotato di raggi X che possano rispondere alla domanda: "il virus è in me?"

Accanto a quelli che si tormentano, continuano a ripetersi i comportamenti dannosi di quelli che invece se ne fregano. Ieri si è scoperto che un medico di famiglia di un paesino della Sicilia, contagiato dalla figlia appena tornata a casa dal Nord Italia, ha continuato beatamente a esercitare la professione, contagiando a sua volta quei poveretti che andavano a trovarlo per essere curati. Mezzo paese è stato infettato. Ignoranza, menefreghismo o superficialità?

Nel frattempo, ho trovato un modo di scaricare lo stress... cucire vestitini per la bambole di mia figlia. Almeno faccio una cosa che la rende felice. I bambini cominciano a innervosirsi e ad accusare il colpo per un cambio di abitudini di cui non comprendono il motivo. Chissà cosa ricorderanno di tutto ciò...



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