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Casa editrice o Self publishing?





Buona parte degli autori, una volta terminato un romanzo, si trova davanti a un bivio, un dilemma amletico: Casa editrice o Self publishing? Analizziamo insieme pro e contro con un approccio di tipo realistico.

In primis, un consiglio spassionato è quello di escludere le case editrici a pagamento, queste svolgono soltanto la funzione di stamperia e non garantiscono servizi di alcun tipo all’autore, inoltre richiedono un contributo in denaro. Non operano alcuna selezione, ogni cliente pagante è ben accetto. Ci sono diverse piattaforme che svolgono lo stesso servizio gratuitamente.

Autopubblicare il proprio testo, in genere, ci espone a diversi rischi, primo fra tutti quello di compromettere la nostra reputazione. Se scegliamo di battere questa strada, non avremo alcuna certezza sulla qualità del nostro lavoro, nessun garante sulla qualità del nostro libro e ci potremmo esporre facilmente alle temute recensioni negative. Quali sono le armi a nostra disposizione? Una scheda di valutazione onesta e un buon editing, questo ci salva da noi stessi e dal nostro ego smisurato. Passiamo ai vantaggi del self publishing: le tempistiche sono immediate, le royalties più alte e c’è un rapido riscontro sul venduto.

Se invece siamo orientati all'affidarci all’editoria classica, dobbiamo tenere presente che vedere il nostro libro a scaffale non sarà poi così immediato…

I tempi di selezione sono apocalittici e la maggior parte delle case editrici non risponde alle proposte editoriali. Ultimamente il trend editoriale vede l’emergere di personaggi e non di autori (buon per noi ghostwriter), le più grosse case editrici investono su youtuber e influencer, personaggi dello spettacolo o autori collaudati che garantiscono le vendite. Tali scelte, ahimè, sono necessarie quando il mercato editoriale è in crisi.

Per quanto riguarda la promozione, non illudiamoci, anche con le big dell’editoria l’autore deve farsi in quattro per sponsorizzare il suo lavoro. Il vantaggio di questa scelta è, ovviamente, il credito che ne deriva. È una questione di prestigio. Agli occhi di un lettore comune, se pubblichi con Mondadori, Garzanti o Rizzoli, oppure con case editrici minori ma apprezzate, sei uno scrittore. Senza se e senza ma. Non è facile, però, arrivare a quei livelli, non senza un agente letterario. Il nostro consiglio è quello di procedere a piccoli passi, passando per le autopubblicazioni e per le piccole case editrici. Quando avrete dalla vostra una nutrita cerchia di lettori, le grosse case editrici vi contatteranno esse stesse, attirate dai numeri.

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